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Porto Santo Stefano da ricordare

Buongiorno!

Smarrita bestia somarina

 

 

Se n'era andato. Approfittando della distrazione dell'aguzzino che aveva lasciato sciolta la cavezza e aperta la porta della stalla, una notte se n'era andato. Aveva scelto la libertà.

Via da quella vita! Se vita poteva chiamarsi.

“Vai di qua...” “Vai di là...” “Porta questo...” “Porta quello...” “Porta questo e quello” “Portami in groppa...” e giù botte a destra e a manca.

Poi dice: “L'asino è un animale buono e paziente. E' il migliore amico dell'uomo”

Col cavolo! La verità è che l'uomo è il peggior nemico dell'asino!”

E se n'era andato. Ma non era molto esperto di strade e crocevia. L'unica strada che conosceva era quella che portava alla vigna dell'aguzzino.

Così giunto disperato e in preda ai morsi della fame in località Barca dei Grazi, vicino all'Albinia, si era smarrito.

Passava di lì un tale Giacobbe De Angelis, santostefanese, che notando l'insolita scena notturna di un asino in libertà e in evidente stato confusionale, intuì subito l'accaduto e il grosso guadagno che avrebbe potuto ricavarne.

Così si era rivolto al podestà di Porto Santo Stefano affinchè procedesse secondo legge, alla doverosa assegnazione a lui dell'asino smarrito.

Non si conosce il nome dell'asino né se la richiesta del De Angelis sia andata a buon fine.

Era il 18 agosto del 1845

 

 

Il Potestà di Porto Santo Stefano rende pubblicamente noto che nelle notte dal 16 al 17 corrente, da Giacobbe De Angelis, campagnolo dimorante in detto Porto, fu trovata vagante presso la Barca dell'Osa, e più precisamente in vicinanza del laghetto della Strada di San Donato, una bestia somarina delle qualità di che in atti, che detto inventore è stato autorizzato a ritenere in luogo di pubblico stabulario: che però viene assegnato al proprietario il tempo e termine di giorni 10, decorrenti da quello della inserzione del presente avviso nel Giornale degli Atti Giudicjari a presentare le sue istanze a questo Tribunale per il recupero della indicata bestia somarina unitamente ai connotati della medesima e quant'altro ecc. Detto termine decorso sarà proceduto ulteriormente a forma della notificazione de' 3 giugno 1819

Dal Tribunale di Porto Santo Stefano

 

Lì 18 Agosto 1845

                                                                                            S.Fei Potestà

 

A proposito di bestia somarina, può forse interessare la lapide che Don Fabrizio Cantelmo, duca di Popoli (PE), fece affiggere sulla facciata del palazzo ducale con le tariffe dei pedaggi doganali sui suoi possedimenti. Lapide molto illuminante sulla considerazione in cui erano tenute e sulle disgraziatissime condizioni in cui versavano le "donne meretrici" in quei tempi.

Alla stregua di un asino, di una mucca, o forse meno.

Era la fine del 1400 quando lo scrupoloso duca fece affiggere la lapide.

 

( da: www.chieracostui.com)

Don Fabritius Cantelmus quarto duca di Popoli, signore delle terre di Pectorano e della Rocca di Vallescura..................................................................................................

..............................................................................................................................

in obbedienza a quanto stabilito dalla Camera Regia perchè niente di più del giusto e consueto venga richiesto, su disposizione del Principe fece esporre questa lapide affinchè tutti avessero conoscenza di quanto occorre pagare per le merci ed altro.

Per una salma ( 250 Kg c.a) di frumento

Per una bestia grossa, cioè cavallina, giomentina, somarina, muli,

bovi e vacche

Per un centinaio di pecore, castrati, agnelli capre e porci

Per una donna meretrice

Per una coppia di macine

Per un carro, per salma

tornesi 3

 

grana 10

carlini 5

grana 10

carlini 5

cavalli 8

 

 

 

 

2008 - Capodomo - di Raul Cristoforetti