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Il maiale del Palazzone

 

 

Il racconto è una elaborazione fantasiosa del brano di David il Grande pubblicato su "Argentario e il tempo che fu"

 

Adesso è un palazzo come tanti subito all'inizio di Via Lambardi, provenendo dalla Strada Panoramica, ma in paese molti ancora lo ricordano per la sua storia travagliata e perchè fu teatro di un evento tragico che scosse profondamente il popolo santostefanese.

Qualcuno di buona memoria lo chiama "Palazzo Oreste" dal nome dell'impresario Oreste di Aia che nel primo dopoguerra lo mise al mondo.

Il Palazzone

Costui, probabilmente discreto costruttore ma certamente pessimo ragioniere, quando l'edificio fu completato nella sua struttura e si trattò di rifinirlo con gli infissi e tutto il resto, si accorse con gran dispiacere che i soldi in cassa erano finiti.

La sua impresa edile fallì e l'edificio rimase allo stato grezzo, abitabile alla meglio nei primi due piani ma senza intonaci e infissi nei due superiori. Da quel momento la gente del paese lo chiamò semplicemente "Il Palazzone".

In quel tempo il paese stava vivendo il difficile momento del ritorno a casa delle famiglie sfollate che avevano avuto la casa distrutta o lesionata dai bombardamenti.

La maggior parte di loro riuscì a rimediare un alloggio provvisorio tra le macerie o in casa di parenti od amici più fortunati, altre invece andarono ad occupare provvisoriamente locali e abitazioni vuote in attesa di poter tornare nelle loro. Così avvenne per qualche famiglia che andò ad occupare i locali agibili del Palazzone.

Tra queste ce ne fu una che pensò bene di portarsi dietro tutti gli animali da cortile che aveva nella precedente abitazione, evidentemente in un podere fuori paese, e di sistemarli all'ultimo piano del palazzo, vuoto e non finito. Tra questi un maiale, presumibilmente in giovane età, tale da consentire il trasloco.

Così per qualche tempo i componenti la famiglia, il maiale al piano di sopra e tutti gli altri convissero serenamente. Il maiale crebbe e diventò adulto, un bel maiale di paese.

Ma un brutto giorno accadde la tragedia.

La creatura, forse incuriosita dal mondo esterno, divelse con il grugno le barriere che sbarravano provvisoriamente le finestre incompiute e precipitò nel vuoto, andando a spappolarsi sul marciapiede sottostante. A nulla valsero i tempestivi e premurosi soccorsi.

La notizia del tragico evento sconvolse la proprietaria e tutti i santostefanesi. Per qualche giorno in paese non si parlò d'altro.

A parziale consolazione della proprietaria, riferirono coloro che le assaggiarono, la salsicce e le bistecchine, ultimo dono del defunto, erano veramente ottime.

Dopo non molto tempo gli appartamenti del Palazzone furono venduti all'asta e subito dopo completati. Il Palazzone divenne un palazzo come tutti gli altri.

Quanto ai santostefanesi non ci misero molto a riprendersi dallo shock per il tragico evento.

Già dopo pochi giorni canticchiavano in paese un'allegra canzoncina sulla triste storia del maiale del Palazzone.

 

 

 

2008 - Capodomo - di Raul Cristoforetti