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12 maggio 1944. Il dramma di "Marty the rubble maker"

 

Marty the rubble maker

"Marty the rubble maker" - "Marty la distruttrice" - era scritto sul fianco della fusoliera: pensierino affettuoso del comandante per la moglie, Marty, ed avvertimento minaccioso per quelli di sotto.

L'aereo era un B 24H Liberator, con sigla di identificazione 42-52096. Faceva parte del 722nd Bomb Squadron del 450th Bomb Group con base a Manduria, vicino Taranto.

Il 12 maggio, alle 5.11 del mattino, decollò dalla base, al comando di J.C. Word, per partecipare, insieme agli altri aerei del 450th, e ad altri, alle operazioni di bombardamento delle strutture portuali di Porto Santo Stefano.

L'equipaggio era composto da 10 uomini..

 

Il "Marty the rubble maker" ed il suo equipaggio

 

Riferisce Bernard A.Chiama del 721st Squadron:

"...Quando (da Manduria) raggiungemmo il mare, virammo a destra e volammo parallelamente alla costa occidentale dell'Italia. Noi vedemmo la spiaggia di Anzio ed io scorsi in lontananza le colline dove sorge Roma. Notai anche la piccola isola nelle vicinanze e l'isola di Montecristo che era vicino al nostro bersaglio. Lungo la rotta altri gruppi di aerei andavano e venivano, alcuni puntando sul bersaglio, altri tornando a casa. Dopo un po' vedemmo il bersaglio alla nostra destra. Noi lo sorpassammo ma dopo, con due strette virate, ci mettemmo sulla rotta di bombardamento. Proprio in quel momento un gruppo alla nostra sinistra stava bombardando un bersaglio lontano tre miglia dal nostro. Guardando in quella formazione vidi due paracaduti che stavano scendendo verso terra, il che significava che uno di quegli aerei era stato colpito. Quando  fummo a quattro minuti dal bersaglio, io vidi dove quest'altro gruppo di circa 40 aerei stava colpendo. Le loro bombe stavano cadendo in mare, eccetto un paio che colpirono il bersaglio. Nessun fuoco della contraerea si verificò durante il nostro avvicinamento e questo ci lasciò perplessi. Noi sganciammo le nostre bombe alle 08.59 e io le seguii tutte cadere. Fu una bella concentrazione di bombe ma quasi tutte mancarono il bersaglio di quasi un chilometro. Tre di esse andarono a segno e le altre caddero in mare, come del resto quelle degli altri gruppi. Le installazioni portuali nella baia furono polverizzate. Proprio mentre noi stavamo virando rapidamente a destra per allontanarci dal bersaglio entrò in azione la contraerea. Il fuoco non  era molto ma era molto molto accurato..."

 

" When we reached the Sea our course turned right and paralleled the western coast of Italy. We see The Anzio beach head and I see way in the distance, the hills where Rome layed. I noticed the little island around there and the island of Monte Cristo which was near our target. On the trip other groups of planes were coming and going, some to the target, others coming home. After awhile the target was seen way off to our right and we passed it but then two sharp turns put us on our bombing run. Just at that time another group off to our left was bombing a target three miles from our own. As I looked into that formation I saw two chutes floating to earth, which meant one of them was hit. When we were 4 minutes from our target, I watched where this other group of about 40 planes were hitting. They all fell in the water except for a couple of bombs which hit the target. No flak was encountered on the run at all and this puzzled us. Our bombs went away al 0859 and I watched them all fall. It was a beautiful concentration of bombs but it missed the target about 3000 ft over. Three of bombs.... target and the rest went into the drink where most of the group's went. The installations across the bay was pulverized. Just as we were to peel off sharply to the right for our breackway from the target, the flak started. It wasn't much but it was very very accurate..."

 

Riferisce J.Hodge del 722nd Squadron

" Il 12 maggio 1944 il nostro gruppo era impegnato in una missione di bombardamento sulle strutture portuali di Porto Santo Stefano, Italia. Il mio aereo, matr. 42-99805, occupava la 4^ posizione nella formazione di attacco. Il mio ruolo era navigatore di bordo.

L'aereo del comandante Word, matr. 42-52096, volava in formazione in basso a sinistra

Avevamo appena terminato lo sgancio delle bombe quando un colpo della contraerea colpì il timone direzionale sinistro dell'aereo, strappandolo completamente dalla coda. L'aereo continuò nel suo volo livellato per 4 minuti.

Poi cominciò a impennarsi virando contemporaneamente all'indietro verso l'obbiettivo e successivamente si rovescò quasi completamente sul dorso.

Quando l'aereo riuscì parzialmente a raddrizzarsi, entrò in una ripida picchiata. Io vidi allora 9 paracaduti lasciare l'aereo prima che esso si inabissasse alle 9.06

Le coordinate del punto di impatto sono: 42.16 N,11.08 E

" On May 12, 1944, our group was on a mission to bomb the Harbor Installations at Port San Stefano, Italy. I was flying as navigator in ship #805 in #4 position in the lead box in the lead attack unit. Lieutenant Word was flying ship #096, leading the low left element of the lead attack unit. As we came off the bomb run, a burst of flak blew the left rudder completely off of Lieutenant Word’s ship. Lieutenant Word’s ship maintained level flight for about four minutes. It then started to climb, as it turned back towards the target. The ship then rolled almost completely over on its back. As the ship partially righted itself, it went into a steep turning dive. I then saw nine chutes leave the ship. It crashed into the sea at 0906 hours. The Coordinates were 42.16 N, 11.08 E."

 

Il B 24 riesce a mantenere per qualche minuto un volo livellato...

 

... prende quota virando a destra  fin quasi a rovesciarsi...

 

... infine precipita in mare.

I nove membri dell'equipaggio lanciatisi con il paracadute caddero in mare e non si salvarono. Appesantiti dall'equipaggiamento di volo e per la temperatura ancora fredda del mare non riuscirono a raggiungere la terraferma e porsi in salvo.

Soltanto il corpo del Sgt. Beightol fu recuperato e successivamente inviato in patria.

Non fu possibile conoscere l'identità del decimo uomo dell'equipaggio che non si lanciò con il paracadute. Furono avanzate due ipotesi. Che sia stato il mitragliere di coda ferito od ucciso dal colpo della contraerea esploso molto vicino alla sua postazione  o il comandante Word che rimase al comando dell'aereo fino all'ultimo per  consentire agli altri di lanciarsi

 

Rapporto sull'incidente aereo

 

Punto di caduta del B24 Liberator 42-52096

Nota. Sulla dinamica dell'incidente del 42-52096 soprariportata, confermata da vari testimoni oculari, sono state fornite versioni diverse. Una di esse rilasciata dal HEADQUARTERS 450TH BOMBARDMENT GROUP riferisce:

"One aircraft lost to flak. No chutes seen to open. This aircraft collided with another aircraft. One to 9 chutes seen to open from second bomber..."

 

 

2008 - Capodomo - di Raul Cristoforetti