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Disastro aereo sul Monte Argentario.

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Nel tardo pomeriggio del 31 dicembre del 1948, alle 17.52, un aereo da trasporto, dopo aver sorvolato a bassa quota Orbetello, si schiant˛ contro le pendici di Monte Argentario. Nell'incidente persero la vita i 5 uomini dell'equipaggio e i 7 passeggeri, tutti di nazionalitÓ israeliana.

Aereo gemello dello ZS-BYX 

L'aereo era un Douglas C-47 "Dakota" della Pan African Air Charter, registrato ZS-BYX. Tale tipo di aereo, derivato per impieghi militari dal Douglas DC-3 di linea, fu molto utilizzato dagli Alleati durante la II Guerra mondiale per le sue ottime prestazioni, robustezza strutturale ed affidabilitÓ. Al termine della guerra migliaia di esemplari furono convertiti all'impiego civile rimanendo operativi, alcuni, fino alla fine del secolo scorso.

Il velivolo coinvolto nell'incidente, era di recente costruzione, avendo effettuato il primo volo solo quattro anni prima.

Il piano di volo prevedeva, dopo la partenza alle 12.10 da Atene, uno scalo tecnico a Ciampino e il successivo arrivo in serata all'aeroporto di Nizza. Le condizioni meteorologiche non erano buone, con una copertura nuvolosa a bassa quota e piovaschi diffusi particolarmente sulla costa tirrenica.

Alle 17.30 il pilota, dopo aver superato Monte Argentario, comunic˛ alla torre di Nizza che aveva invertito la rotta e che stava rientrando a Ciampino. Il motivo della sua decisione erano le pessime condizioni di visibilitÓ dovute ad un ulteriore peggioramento delle condizioni metereologiche ed alla ormai imminente oscuritÓ.

Da quel momento nessuna ulteriore comunicazione dell'aereo fu ricevuta a terra.

Testimoni riferirono di aver udito il rombo e visto le luci di un aereo che sorvolava a bassa quota la Laguna di Orbetello prima di perdersi nelle nuvole basse che incombevano su Monte Argentario.

Fu accertato che lo schianto avvenne alle 17.52 non lontano dal Convento dei Padri Passionisti, mentre sulla zona rovesci di pioggia ed una densa foschia  annullavano ogni visibilitÓ.

La causa dell'incidente fu attribuita ad un errore di valutazione del pilota. La scarsissima visibilitÓ in quota

dovuta alla pioggia, alla copertura nuvolosa molto bassa ed all'oscuritÓ avrebbe consigliato il pilota di abbassarsi di molto per ricercare dei riferimenti visivi diretti al suolo.

La convinzione di trovarsi sul mare, e forse fuorviato dalla laguna sottostante, gli avrebbero impedito di considerare la presenza di Monte Argentario sulla sua rotta.

Le salme furono ricomposte e tumulate nel cimitero di Orbetello il 5 gennaio 1949.

 

2008 - Capodomo - di Raul Cristoforetti